venerdì 12 marzo 2010

Berlusconi e i suoi pronostici ottimistici, ancora nessuna ripresa!
















- 5.1 % Prodotto interno lordo
Lo scorso anno l’Italia ha registrato il peggior dato di sempre, il prodotto interno lordo è sceso di cinque punti percentuali.

307 Mila disoccupati

Sono 307 mila le persone che hanno perso il posto di lavoro in un anno, i disoccupati superano quota 2.1 milioni.

- 3.3 % Produzione industriale
La produzione industriale, secondo l’Istat a Gennaio è diminuita del 3.3 % rispetto a un anno prima.

44.4 % Tassazione
E’ la pressione fiscale sul lavoro dipendente in Italia. Nel 2008 era del 44 per cento, mentre quella generale si ferma al 43.3 %.

95 Milioni Cassa Integrazione
Sono le ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende nel mese di Febbraio, in aumento del 123.5 % rispetto al 2009.

Irrisorie le misure del governo Berlusconi, l’unica cosa che si è vista nell’ultimo periodo sono,
regole violate, diciannovesima norma ad personam, ad uso e consumo del presidente del Consiglio.
Il parlamento continua a violare la Costituzione pur di mettere a riparo dai suoi processi, approvando il legittimo impedimento e leggi salva lista.

sabato 13 febbraio 2010

Berlusconi Silvio: Appartenenza alla loggia massonica P2 (Propaganda 2)


Tratto da…Wikipedia:
L’iscrizione di Berlusconi alla loggia massonica P2 avviene il 26 gennaio 1978 nella sede di via Condotti a Roma, all’ultimo piano del palazzo che ospita il gioiellere Bulgari insieme a Roberto Gervaso; la tessera è la n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, come risulta dai documenti e dalle ricevute sequestrate ai capi della loggia. Berlusconi ha negato la sua partecipazione alla P2, ma ha ammesso in tribunale di essere stato iscritto. Nell’autunno del 1988 (nel corso di un processo contro due giornalisti accusati di averlo diffamato celebrato dal tribunale di Verona), Berlusconi dichiarò: «Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. [...] Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta».
Per tali dichiarazioni il pretore di Verona Gabriele Nigro ha avviato nei confronti di Berlusconi un procedimento per falsa testimonianza. Al termine il magistrato veronese ha prosciolto in istruttoria l’imprenditore perchè il fatto non costituisce reato
Il sostituto procuratore generale Stefano Dragone ha però successivamente impugnato il proscioglimento e la Corte d’appello di Venezia ha avviato un nuovo procedimento in esito al quale ha stabilito che «Berlusconi, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso» ma che «il reato attribuito all’imputato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia».
Successivamente dichiarò: “Non sono mai stato piduista, mi mandarono la tessera e io la rispedii subito al mittente: comunque i tribunali hanno stabilito che gli iscritti alla P2 non commisero alcun reato, e quindi essere stato piduista non è titolo di demerito”.
In altra occasione, ha affermato che la P2 “per la verità allora appariva come una normalissima associazione, come se fosse un Rotary, un Lions, e non c’erano motivi, per quello che se ne sapeva, per pensare che la cosa fosse diversa. Io resistetti molto a dare la mia adesione, e poi lo feci perché Gervaso insistette particolarmente dicendomi di rendere una cortesia personale a lui”.
Secondo la Commissione parlamentare d’inchiesta Anselmi la loggia massonica era “eversiva”. Essa fu sciolta con un’apposita legge, la n. 17 del 25 gennaio 1982.
La P2 era “un’organizzazione che mirava a prendere il possesso delle leve del potere in Italia attraverso il «piano di rinascita democratica», un elaborato a mezza via tra un manifesto e uno «studio di fattibilità». Conteneva una sorta di ruolino di marcia per la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave dello Stato, indicazioni per l’avvio di opere di selezionato proselitismo e anche un preventivo dei costi per l’acquisizione delle funzioni vitali del potere”. Il Piano programmava la dissoluzione dei partiti e la costruzione di due poli organizzati in club territoriali e settoriali; tendeva al monopolio dell’informazione, al controllo della banche, alla Repubblica presidenziale e al controllo della magistratura da parte del potere politico.
Ricevuta di pagamento della quota di iscrizione di Silvio Berlusconi alla Loggia P2.
Secondo il fondatore della P2 Licio Gelli, Berlusconi “ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto”.Anche il vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi rimprovera al primo governo Berlusconi, al momento della sua caduta (1995), di essere “l’attuazione fatta e programmata da Berlusconi del Piano di rinascita democratica proposto dalla Loggia P2 già nel 1976″.D’altra parte, l’affermazione di Gelli sembrerebbe sottointendere una certa estraneità di Berlusconi al tentativo che la loggia fece di attuare il suo piano, mentre, al di là delle analogie reali o apparenti, i contatti tra Berlusconi e personaggi legati alla loggia appaiono piuttosto concreti e provati e viaggiano per le vie degli affari, in particolare attraverso il canale internazionale rappresentato dal Banco Ambrosiano. Nell’organigramma complessivo della P2, incentrato, come detto, sulla segreta penetrazione dei più diversi luoghi del potere (finanza, politica, media), il ruolo dei giornali e della televisione appare decisivo. Lo stesso Gelli ha anche affermato: “Il vero potere risiede nelle mani di chi ha in mano i mass media”.
A partire dal 1985, gli archivi di Gelli testimoniano l’intervento della P2 nell’acquisizione da parte di Berlusconi dell’allora più diffuso settimanale popolare italiano Tv Sorrisi e Canzoni.La transazione, se vista come una delle tante compiute all’interno della stessa intricata ragnatela di imprese legate al sistema creditizio vaticano, risulta quasi solo un passaggio di consegna per la realizzazione del programma. È il giugno del 1983 quando la consociata all’estero Ambrosiano Group Banco Comercial di Managua cede a Berlusconi il 52% del pacchetto azionario della rivista. A interessarsi dell’affare sono i finanzieri Roberto Calvi e Umberto Ortolani. A seguito della presentazione delle conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P.2, la loggia fu sciolta per legge in ragione dei «fini eversivi» che si prefiggeva. Gelli fu condannato e arrestato, benché al riguardo Berlusconi sostenne di essere «…sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli…».
Al momento del suo ingresso ufficiale in politica (1993), Berlusconi presentò un partito la cui struttura e programma parvero ad alcuni, simili a quelle prefigurate nel disegno eversivo della P2: «Club dove siano rappresentati… operatori imprenditoriali, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori» e solo «pochissimi e selezionati» politici di professione. Fin dal primo governo Berlusconi i titolari di diversi incarichi sono risultati appartenenti alle liste segrete scoperte nella residenza di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi.
Il 13 marzo 2006 la maggioranza parlamentare guidata da Berlusconi approvò una modifica dell’articolo 283 del Codice Penale sulla base del quale era stata messa sotto processo (e poi assolta) la P2. Il testo precedente era questo:
“Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”.
il testo modificato è invece il seguente:
“Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.”

mercoledì 4 novembre 2009

La Crisi è finita?


Lo scenario del CSC sconta modesti incrementi del PIL italiano nel secondo semestre del 2009 (+0,4% sul primo). L’anno si chiude con una perdita del 4,8%, ormai acquisita con le dinamiche già osservate. Nel 2010 è atteso un aumento dello 0,8%. L’export trainerà l'economia italiana fuori dalla recessione (+4,1%, -17,3% quest'anno), grazie al parziale rimbalzo del commercio mondiale (+9,1% in volume, dopo il crollo del 14,4% quest’anno); il dinamismo dei paesi emergenti sarà affiancato dalla ripresa di quelli avanzati. Il recupero degli investimenti sarà modesto: 1,5%, ottenuto in parte con gli incentivi
governativi, da confrontare con la contrazione cumulata pari al 15,7% nel biennio precedente. I consumi aumenteranno dello 0,7% (-1,7% quest’anno), sostenuti dalla maggior fiducia, mentre l’ulteriore progresso delle retribuzioni reali per addetto (+0,4%) sarà più che compensato nei redditi delle famiglie da una nuova contrazione dell’occupazione (-1,4% calcolata sulle unità di lavoro, che segue il -2,8% del 2009).
La disoccupazione lieviterà dall’8,3% al 9,5%, massimo dal 2000. La dinamica dei prezzi al consumo resterà molto bassa: 1,3% (0,7% nell’anno in corso). Il deficit pubblico rimarrà al 5% del PIL e il debito salirà al 117,8%, dal 114,8% raggiunto nel 2009.
La strada del recupero dei livelli di attività passati rimane, soprattutto per l’eurozona, fitta di ostacoli che ne freneranno lo slancio. Il principale resta la difficoltà di ottenere credito, evidenziata anche dalle ultime indagini presso le imprese. Diventa ancora più urgente riuscire a riattivare la domanda interna attraverso riforme strutturali che innalzino produttività e dinamismo.
Questa appare come l’unica strada per molte nazioni dell’area euro, ma soprattutto per l’Italia.
In Italia l’elenco delle riforme è noto da tempo e contempla ai primi posti l'efficienza della pubblica amministrazione, infrastrutture, capitale umano, liberalizzazioni, con un potenziale incremento del PIL stimato al 30%, ma di queste riforme a oggi nemmeno l’ombra.
Una delle riforme più urgenti sarebbe la riduzione dell’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), è un'imposta di competenza Statale, nella sua applicazione più comune, colpisce il valore della produzione netto delle imprese ossia in termini generali il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria. Irap quindi và colpire il reddito al lordo del costo del personale, grava in particolar modo su imprese ad alta intensità di manodopera riducendone la redditività.
Inoltre l'Irap spesso viene pagata dalle imprese anche in presenza di una perdita di esercizio andando ulteriormente ad aggravarla.
E poi per combattere la crisi ci vorrebbe una cedolare secca del 20 % sugli affitti e sconti Irpef per i familiari a carico. In più una sospensione di almeno 12 mesi sui criteri Basilea 2, in questo momento no si può valutare solo come rating, asettico e freddo un’impresa, ma anche in base anche alla sua storia.
Importante anche l’apertura dei mercati alla concorrenza è un appuntamento da cogliere l’attuazione della direttiva europea per realizzare il mercato unico dei servizi. Ulteriori vantaggi per la produttività, le retribuzioni dei lavoratori e la domanda interna discenderebbero dal compimento delle riforme previdenziali e del welfare, l’allungamento dell’età pensionabile ( tranne per lavori usuranti) consentirebbe migliori ammortizzatori sociali e un reddito dignitoso nella vecchiaia, oltre al controllo della spesa pubblica, dal sostegno all’innovazione e dalla piena applicazione della riforma contrattuale.